Transizione energetica, firmata
convenzione con l'Università di Trieste
Trieste - Rafforzare la collaborazione tra ricerca, istituzioni e territorio per accompagnare la transizione energetica del Friuli Venezia Giulia. È questo l’obiettivo della convenzione siglata tra Fvg Energia e l’Università di Trieste, un accordo che punta a sviluppare progetti concreti nei settori dell’energia, dell’ambiente e della mobilità sostenibile.
L’intesa rappresenta la prima collaborazione formale tra la società regionale e un ateneo e si inserisce nel quadro delle strategie del Piano energetico regionale, che mira a raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette zero entro il 2045, anticipando di cinque anni il target fissato dall’Unione Europea.
Baritussio: "Un passo importante"
«Fvg Energia è il braccio operativo della Regione nel campo della transizione energetica – ha ricordato oggi a Trieste il presidente Franco Baritussio – ma tra i nostri compiti c’è anche quello di promuovere collaborazioni con le istituzioni che operano in questo settore. L’Università di Trieste è da tempo impegnata sui temi dell’energia e della sostenibilità, e questa convenzione rappresenta un passo importante per sviluppare azioni innovative a beneficio delle nostre comunità».
La convenzione è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche la rettrice di UniTs, Donata Vianelli, e l’assessore regionale all’Energia, Fabio Scoccimarro. L’accordo coinvolge in particolare il Centro interdipartimentale per l’energia, l’ambiente e i trasporti dell’ateneo triestino, che rappresenterà per Fvg Energia un interlocutore unico per le attività di ricerca e sviluppo.
Zanin: "Linee progettuali già individuate"
«Questa è la prima convenzione che la nostra società sottoscrive con un’università – ha sottolineato il direttore generale di Fvg Energia, Piero Mauro Zanin – e Trieste è stata favorita dalla scelta innovativa di creare un centro interdipartimentale dedicato a energia e ambiente. Per noi significa avere un unico interlocutore capace di affrontare tutti gli aspetti legati alla transizione energetica: non solo quelli tecnologici, ma anche quelli economici, giuridici e organizzativi».
La collaborazione si concentrerà su alcune linee progettuali già individuate. Tra queste, il supporto allo sviluppo della comunità energetica rinnovabile regionale, di cui l’Università di Trieste è tra i soci fondatori, con l’obiettivo di promuovere un utilizzo più consapevole e responsabile dell’energia. «La migliore energia rinnovabile è spesso quella che riusciamo a risparmiare – ha aggiunto Zanin – e le comunità energetiche rappresentano uno strumento fondamentale per diffondere questa cultura e coinvolgere cittadini, imprese e istituzioni».
Mobilità sostenibile
Un secondo ambito di collaborazione riguarderà lo studio di modelli e infrastrutture per la mobilità sostenibile, con particolare attenzione alle stazioni di transizione energetica dedicate a veicoli elettrici, a idrogeno e alimentati da biocarburanti. Infine, la convenzione prevede attività di ricerca e progettazione legate alla realizzazione di nuovi impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, come impianti fotovoltaici o altre tecnologie innovative a servizio del sistema energetico regionale.
Per Baritussio, il ruolo dell’università sarà decisivo anche sul piano della formazione: «La promozione della transizione energetica passa inevitabilmente dalla formazione di donne e uomini capaci di guidare questo cambiamento. Per questo il contributo del mondo accademico è fondamentale». L’accordo intende inoltre rafforzare il legame tra università e territorio, valorizzando quella che viene definita la “terza missione” degli atenei: trasferire conoscenza e innovazione alla società. «Questa collaborazione – ha concluso Zanin – permette di trasformare ciò che si studia e si ricerca all’interno dell’università in opportunità concrete per lo sviluppo economico, sociale e ambientale del nostro territorio, offrendo allo stesso tempo ai giovani competenze e prospettive professionali qui in regione».
Sono intervenuti anche Erik Vesselli, delegato al trasferimento tecnologico dell’Università di Trieste, e il collega Alessandro Massi Pavan, direttore del già citato Centro interdipartimentale per l’energia, l’ambiente e i trasporti “Giacomo Ciamician”.