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Cer regionale, Maniago scalda i motori
per diventare la prima configurazione

1 settembre 2026
Francesco Antonini
Un momento della relazione del dg Piero Mauro Zanin, al tavolo assieme a Paolo Pivato del Nip
Un momento della relazione del dg Piero Mauro Zanin, al tavolo assieme a Paolo Pivato del Nip

Maniago (Pn) – Maniago sarà uno dei primi territori del Friuli Venezia Giulia a sperimentare sul campo la Comunità energetica rinnovabile (Cer) regionale. Il progetto è stato presentato oggi nella sede del Consorzio Nip (Nucleo di industrializzazione della provincia di Pordenone) da Fvg Energia spa, che si occupa della configurazione territoriale collegata alla cabina primaria di Maniago, insieme al Comune e al consorzio industriale.

Nell’auditorium di Maniago erano presenti rappresentanti di numerose amministrazioni comunali interessate (Arba, Cavasso Nuovo, Cordenons, Fanna, Frisanco, ovviamente la stessa Maniago, Meduno, Montereale Valcellina e Vivaro) oltre ai tecnici di Dba group, che fa da consulente alla spa regionale, e all’ingegner Paolo Pivato in rappresentanza dei padroni di casa del Nip.

Fvg Energia era rappresentata dal suo direttore generale, Piero Mauro Zanin, dal direttore tecnico Angelo Belluzzo e dai tecnici Roberto Lago e Angela Sanchini. L’incontro è stato seguito da remoto anche da funzionari della Regione e da altri amministratori locali interessati.

La configurazione di Maniago è stata individuata tra quelle prioritarie nell'ambito del progetto regionale perché presenta condizioni particolarmente favorevoli per partire in tempi brevi. In primo luogo, il Consorzio Nip dispone già di un impianto fotovoltaico realizzato e in attesa di allacciamento, al quale potranno aggiungersi altri impianti in fase avanzata di progettazione. La presenza di produzione rinnovabile disponibile, ma non ancora attivata, rappresenta infatti il presupposto indispensabile per avviare una configurazione della Cer e beneficiare dei futuri incentivi.

«Maniago si è classificata al primo posto nella valutazione dei territori più pronti – ha spiegato nella sua ampia relazione il dg Zanin – perché abbiamo trovato un insieme di condizioni favorevoli: impianti già realizzati o pronti a partire, possibilità di connessione, presenza di consumi e di attività produttive e un territorio con ulteriori potenzialità di sviluppo. L'obiettivo ora è coinvolgere progressivamente altri Comuni, imprese e cittadini».

Il progetto della Regione prevede una Comunità energetica rinnovabile di dimensione regionale, organizzata in configurazioni territoriali riferite alle cabine primarie. Potenzialmente saranno 57 le configurazioni attivabili sull'intero territorio regionale. Le prime, tra cui quella di Maniago, accompagneranno la costituzione della Cer regionale, prevista entro la fine dell’anno in base al cronoprogramma della Regione.

Il meccanismo è basato sulla condivisione dell'energia prodotta da fonti rinnovabili. Non si tratta di uno scambio fisico dell'elettricità tra produttore e consumatore: il Gse, sulla base dei dati dei contatori, verifica la quantità di energia prodotta e quella consumata nello stesso intervallo temporale e calcola l'energia condivisa, sulla quale viene riconosciuto l'incentivo previsto dalla normativa. Per aderire, è stato precisato, non è necessario cambiare il proprio fornitore di energia né installare nuovi contatori: cittadini, imprese ed enti possono partecipare semplicemente mettendo a disposizione i dati dei propri “pod”.

Uno degli elementi emersi nel confronto è la necessità di modificare progressivamente le abitudini di consumo. Con una produzione fotovoltaica concentrata nelle ore diurne, diventa infatti importante utilizzare l'energia quando viene prodotta (dunque non nelle ore serali e notturne come un tempo si raccomandava di fare), aumentando il livello di condivisione e contribuendo allo stesso tempo a ridurre le pressioni sulla rete elettrica. In prospettiva, l'accumulo e altri servizi energetici potranno aumentare ulteriormente l'efficienza del sistema.

La Cer, è stato sottolineato, non va però considerata esclusivamente come uno strumento per ridurre le bollette. Il vantaggio economico diretto per il singolo consumatore sarà contenuto, mentre il valore complessivo del progetto è soprattutto ambientale, energetico e sociale. Una parte delle risorse generate dagli incentivi - riconosciuti dal Gse ai produttori e ai consumatori che entreranno nella Comunità - potrà infatti essere destinata dalla configurazione a interventi sul territorio, iniziative contro la povertà energetica, attività sociali e azioni di formazione e sensibilizzazione. E ogni configurazione avrà una sua autonomia di governo, tramite il Comitato di gestione che si dovrà costituire.

«La vera forza del progetto – ha sottolineato ancora Piero Mauro Zanin – è mettere insieme produzione e consumo, ma anche creare comunità. Le risorse che resteranno sul territorio potranno essere utilizzate per finalità individuate dagli stessi partecipanti. Per questo riteniamo fondamentale il ruolo dei Comuni, che possono diventare i principali facilitatori della transizione energetica nei confronti di cittadini e imprese».

Durante l'incontro è stato affrontato anche il possibile ingresso dell'idroelettrico nella Cer di area vasta. Le centrali esistenti potranno essere valutate nell'ambito delle future evoluzioni del progetto, in particolare per gli impianti interessati da rinnovi o interventi di revamping, anche se su questo punto sono ancora in corso approfondimenti normativi, è stato spiegato nella seconda parte dell’incontro, rispondendo ad auspici e solleciti giunti dalla platea.

Fvg Energia accompagnerà ora i Comuni nella verifica delle opportunità presenti sui rispettivi territori: dagli impianti pubblici in fase di realizzazione a quelli privati, fino ai potenziali consumatori. Saranno inoltre organizzati momenti di informazione rivolti a imprese e cittadini. «Il nostro compito – ha concluso il direttore generale di Fvg Energia – è fornire competenze tecniche e supporto agli enti locali per trasformare la transizione energetica in un processo concreto e partecipato. La configurazione di Maniago può diventare una delle prime dimostrazioni di come un modello regionale possa essere costruito dal basso, valorizzando le caratteristiche e le risorse dei singoli territori».

Il percorso si inserisce nel più ampio progetto della Regione per la costituzione della Cer regionale, alla quale parteciperanno come soci fondatori soggetti pubblici e privati rappresentativi del territorio. Fvg Energia, società interamente partecipata dalla Regione e impegnata sotto la presidenza di Franco Baritussio nell'attuazione del Piano energetico regionale, avrà un ruolo operativo nella progettazione e nell'avvio delle configurazioni territoriali.

La foto di gruppo al termine dell'incontro a Maniago
La foto di gruppo al termine dell'incontro a Maniago